Pedagogia interculturale Prof.ssa Stefania CALEFATO
Descrizione
Il corso si propone di affrontare i seguenti contenuti:
– la ricerca di nuovi parametri del discorso pedagogico;
– verso una pedagogia interculturale;
– la prospettiva interculturale nella ricerca educativa;
– identità etnico-culturali e nuovi razzismi;
– lingua e apprendimento interculturale;
– scuola e diversità culturali;
– la comunicazione interculturale;
– diritti umani, migrazione e lavoro sociale;
– l’incontro con la diversità religiosa;
– metodologie e strumenti del lavoro interculturale;
– le competenze interculturali;
– la didattica dei punti di vista;
– il contributo di E. Mounier.
Obiettivo
Il corso si prefigge di articolare un’approfondita riflessione sull’approccio e sulle
strategie interculturali da attuare sul territorio in contesti educativi e formativi formali
e non formali e analizzare – in prospettiva pedagogica – i processi di integrazione e di
cittadinanza conoscendo le problematiche legate all’incontro tra culture in campo
educativo. A partire dai fondamenti e dalle parole chiave della pedagogia
interculturale si individueranno i saperi, le competenze e gli strumenti che possono
avvalorare tale prospettiva. L’analisi di prospettive e progettualità realizzate sul
campo, in ambito nazionale e internazionale, l’apertura al dialogo, alla partecipazione
e alla cittadinanza attiva, faranno emergere il profilo interculturale dell’agire educativo.
Metodo
Lezioni frontali, utilizzo di strumenti multimediali, simulazioni ed esercitazioni in
forma laboratoriale, case-study, testimonianze privilegiate, project work research.
Bibliografia
SIRNA TERRANOVA C., Pedagogia interculturale. Concetti, problemi, proposte,
Guerini, Milano 2003;
SANTELLI BECCEGATO L., Interculturalità e futuro. Analisi, riflessioni, proposte
pedagogiche ed educative, Levante Editori, Bari 2003 (cap. I, IV, VI, XVIII);
SANI S., L’integrazione sociale e scolastica degli immigrati in Europa e in Italia, Pensa
Multimedia, Lecce 2012.
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Antropologia culturale Prof. Michele MATTA
Descrizione
Il corso si articola in due parti principali:
a) la nascita e lo sviluppo dell’antropologia culturale nelle sue tappe fondamentali;
b) il metodo e le procedure di osservazione, analisi ed elaborazione della ricerca
antropologica.
Tra gli specifici ambiti di ricerca che costituiscono le problematiche della disciplina,
saranno affrontati i seguenti temi: cultura, civiltà, autorità, valori, identità, diversità,
globalizzazione, migrazione.
Obiettivo
Il corso mira a introdurre alla disciplina così come oggi è conosciuta, ossia come
studio degli esseri umani secondo la dimensione socio-culturale.
Metodo
Lezioni frontali.
Bibliografia
ALLOVIO S. – CIABARRI L. – MANGIAMELI G. (edd.), Antropologia culturale. I temi
fondamentali, Raffaello Cortina Editore, Milano 2024.
Altri testi e materiali saranno forniti durante il corso.
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Teologia pastorale Prof. Donato LUCARIELLO
Descrizione
Il corso affronta e delinea, all’interno del cammino della disciplina, gli elementi
fondamentali della “teologia pastorale/pratica”. Passando attraverso le problematiche e
le questioni di tipo epistemologico si approderà a definire i contorni entro i quali è
possibile e doveroso una riflessione teologico-pastorale nel panorama ecclesiale
odierno. Le successive considerazioni si spostano nell’ambito della prassi pastorale per
individuare le dimensioni che la identificano, le coordinate che presiedono l’agire
profetico, le forme che la caratterizzano, entro la prospettiva della formazione. In
modo particolare, si affronterà la teologia narrativa come nuovo modo di “dire Dio”
oggi. Inoltre, vengono prospettati anche altri approcci che servono a ottimizzare
l’insegnamento della religione cattolica nel contesto scolastico oltre che ecclesiale.
Obiettivo
Formare ad una visione ecclesiologica pastorale conciliare e post-conciliare
attraverso il metodo prasseologico.
Il corso si prefigge di affrontare i seguenti contenuti:
Parte fondamentale
– ricognizione storica: dalla manualistica classica al Magistero “pastorale” del
Vaticano II;
– natura e composizione;
– l’itinerario metodologico teologico empirico-critico;
– aspetti della pastorale odierna con uno sguardo particolare ai soggetti dell’azione
pastorale alla luce dei documenti CEI.
Parte speciale
– la narrazione come comunicazione performativa;
– la performatività della Parola di Dio e l’analisi narrativa;
– l’agire pastorale profetico e il metodo narrativo-autobiografico;
– progettazione pastorale;
– programmazione dell’IRC.
Metodo
Le ore di lezione, prevalentemente frontali, sono integrate dal dialogo e dal
confronto in aula. La didattica si avvale delle proiezioni di slides, di griglie
riassuntive, di schede. La verifica finale è orale e tiene conto della partecipazione
attiva dello studente in aula e dell’esposizione puntuale dei contenuti del corso.
Bibliografia
Testi
LUCARIELLO D., “Va’ e anche tu fai così”. Funzione performativa della Parola,
Ecumenica, Bari 2007;
MIDALI M., Teologia pastorale o pratica. Cammino storico di una riflessione
fondante e scientifica, LAS, Roma 1991;
TORCIVIA C., La Parola edifica la comunità. Un percorso di teologia pastorale, Il
Pozzo di Giacobbe, Trapani 2008;
ZULEHNER P.M., Teologia pastorale. 1. Pastorale fondamentale. La Chiesa fra
compito e attesa, Queriniana, Brescia 1992.
Pubblicazioni
LUCARIELLO D., «La parrocchia decide una strada da seguire», Orientamenti
Pastorali 1 (1999), 59-61;
LUCARIELLO D., «La parrocchia: spazio eucaristico di comunione e missione. Quale
modello di parrocchia per il terzo millennio?», Odegitria 11 (2004), 211-225;
LUCARIELLO D., «Sviluppo di comunità e progettazione pastorale. La parrocchia è la
comunità di base in cui si sviluppa concretamente la progettualità», Orientamenti
Pastorali 8 (2005), 42-54;
LUCARIELLO D., «Comunicazione della fede e problematiche culturali emergenti»,
Rivista di Scienze Religiose 21 (2007), 85-116;
LUCARIELLO D., «Narrare l’Eucarestia. Il metodo narrativo-mistagogico», Odegitria
5 (2007), 806-823;
LUCARIELLO D., «Per una funzione performativa della Parola. Il metodo narrativo-
autobiografico», in: BIANCARDI G. (ed.), Pluralità di linguaggi e cammino di fede
(A.I.Ca.), Elledici, Leumann 2008, 161-182;
il “sito” della catechesi in rapporto alle problematiche culturali emergenti e alla
questione della centralità della persona, in: www.catechetica.it;
LUCARIELLO D., «La comunicazione performativa della fede. Per un agire pastorale
comunicativo-relazionale», Rivista di Scienze Religiose 23 (2009), 449-471;
LUCARIELLO D., «La relazione problematica tra iniziazione cristiana e messa
domenicale», in: C. LAVERMICOCCA (ed.), In cammino verso un nuovo modello di
Iniziazione Cristiana. Prospettive comuni per un rinnovamento nelle Chiese di
Puglia, Edizioni Viverein, Monopoli 2012, 154-190;
LUCARIELLO D., «La comunità edificata dalla Parola. Per una pastorale biblica nella
vita della Chiesa», in: LORUSSO G. – ZUPPA P. (edd.), Verbisque gestis (Saggi in
onore di Michele Lenoci nel suo 70° compleanno), EDB, Bologna 2012, 223-245;
LUCARIELLO D., «Fare corpo con la parola. La forza interperformativa della Parola
nell’agire ecclesiale», Odegitria 22 (2015), 11-82;
GRASSO C. – LUCARIELLO D., «La narrazione come forma didattica nell’IRC», in:
CONTINI P. (ed.), Religione, cultura, società, Diogene Edizioni, Campobasso 2018,
125-140.
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Teologia della creazione e cura della casa comune Prof. Nicola D’ONGHIA
Descrizione
Promuovere un approccio teologico alla creazione significa ribadire che la
creazione, per un cristiano, non è un evento casuale né meccanico né deterministico o
provvidenzialistico.
La creazione, nella logica del mistero cristiano, è l’atto originario e gratuito che dà
avvio alla storia della salvezza. In altre parole, fondare una teologia della creazione
comporta l’assunto per cui la creazione è già grazia e la protologia, la soteriologia
l’escatologia sono da leggere non come tre atti separati, ma come i tre tempi di un
unico atto di elezione e di grazia.
Come si potrà evincere dal programma d’esame allegato, una simile impostazione
comporta misurarsi con delle sfide che la riflessione moderna e postmoderna lancia al
cristianesimo. Sfide che occorre cogliere se si vuol ribadire la fede nella bontà della
creazione e del Creatore.
Obiettivo
– Definire il compito della teologia della creazione.
– Circoscrivere i concetti fondamentali della teologia della creazione.
– Analizzare i fondamenti biblici della teologia della creazione.
– Conoscere e misurarsi con le sfide che il pensiero moderno e post-moderno lancia
alla fede cristiana nel Creatore.
– Confrontare la fede nella creazione del cristianesimo con quella dell’Islam.
Metodo
Lonergan appare “persuaso che la teologia del XX secolo, elaborata in gran parte
nel contesto della scienza, della storia, dell’antropologia e della filosofia premoderne,
non fosse più in grado di svolgere adeguatamente la sua funzione di mediazione tra la
rivelazione cristiana soprannaturale e le culture umane” (B. LONERGAN, Il metodo in
teologia, Città Nuova, Roma 2001, Prefazione alla terza edizione italiana, 11).
Consci di un tale monito e fedeli all’insegnamento del n. 16 della Optatam totius, in
ascolto del dato biblico e degli insegnamenti del Magistero, si tenterà in ogni modo di
trasmettere un insegnamento “vivo”, mirando non a una “semplice comunicazione di
nozioni” (OT, 17), ma ad un confronto serio con le istanze della fede e dell’uomo.
La lezione frontale sarà spesso e volentieri interrotta dalle domande degli allievi.
Pur nel rispetto dei ruoli (la lezione non è una trasmissione di sapere “peer to peer”), si
perseguirà un approccio cooperativo e collaborativo: in tal modo, il programma sarà,
ovviamente, rispettato, ma continuamente innervato e arricchito dalle provocazioni
positive che, si auspica, arriveranno dai discenti.
Bibliografia
Il corso avrà come riferimento puntuale i seguenti testi:
KEHL M., «E Dio vide che era cosa buona». Una teologia della creazione, Queriniana,
Brescia 2009;
KEHL M., Creazione. Uno sguardo sul mondo, Queriniana, Brescia 2012.
L’uso di appunti e dispense è ammesso, ma questi non potranno in alcun modo
sostituirsi allo studio dei testi.
Altri testi di riferimento per le lezioni che saranno tenute dal docente:
FARINA P., La preghiera. Tra ascolto e lezione, Rotas, Barletta 2009;
FARINA P., Dio e il male in Simone Weil, Città Nuova, Roma 2010;
FARINA P., Dire l’uomo, dire di Dio. Corso breve di antropologia teologica, Rotas,
Barletta 2014.
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Teologia delle religioni Prof. Jean Paul LIEGGI
Obiettivo
Il corso si propone di fornire gli elementi fondamentali di conoscenza di questa
recente disciplina nel panorama teologico. Dopo una breve analisi storica del rapporto
tra i cristiani e le altre religioni, dalle origini sino ad oggi, si presentano i nodi tematici
della teologia delle religioni e i diversi paradigmi utilizzati dai teologi per rispondervi.
Si offre, poi, una sintesi biblica, magisteriale e teologica per stabilire quali siano i
“punti fermi” per una riflessione sul rapporto tra il cristianesimo e le altre religioni e le
conseguenti ricadute pastorali nel dialogo interreligioso.
Obiettivo
Lo studente è chiamato a imparare a riflettere criticamente sulla lettura dei “segni
dei tempi”, in maniera specifica sul pluralismo religioso e sulle domande che esso pone
alla teologia. Egli deve essere capace di orientarsi, inoltre, tra le varie proposte
teologiche evidenziandone punti di forza e punti critici. Inoltre deve conoscere con
chiarezza quali siano i punti fermi del dato rivelato a riguardo, i testi più importanti del
Magistero e quali atteggiamenti assumere nella prassi del dialogo interreligioso.
Metodo
Lezioni frontali e lettura critica condivisa di testi.
Bibliografia
COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE, Il cristianesimo e le religioni,
1997;
CONCILIO VATICANO II, Dichiarazione “Nostra Aetate” su “Le relazioni della
Chiesa con le religioni non cristiane”, 1965;
CASTELLUCCI E., Annunciare Cristo alle genti. La missione dei cristiani
nell’orizzonte del dialogo tra le religioni, EDB, Bologna 2008;
PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO, Dialogo nella Verità e
nella Carità. Orientamenti Pastorali per il Dialogo Interreligioso, 2014.
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Letteratura e religione Prof. Paolo FARINA
Descrizione
Il corso si propone l’obiettivo di fondo di sondare le possibili connessioni tra la
Parola e le parole, tra la teologia e la sensibilità religiosa testimoniata da autori e testi
della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento quali: Leopardi, Manzoni,
Verga, D’Annunzio, Corazzini, Pirandello, Ungaretti, Montale, Pasolini, Luzi, Alda
Merini.
Obiettivo
Acquisire consapevolezza del legame, a volte esplicito, spesso implicito, tra
letteratura e religione.
Verificare la fondatezza di alcune chiavi di lettura, spesso ignorate, quanto ad
autori ed opere di solito interpretati come lontani, se non ostili, alla religione.
Favorire l’attitudine al dialogo e al confronto con gli interrogativi universali che la
letteratura esprime.
Conoscere i punti di contatto e le differenze rilevanti tra fede nell’arte della parola
e fede nel Dio di Gesù Cristo.
Applicare gli strumenti tipici dell’analisi testuale di un’opera in versi o in
prosa.
Avvalersi degli strumenti tipici di una flipped classroom.
Potenziare le competenze ICT, essenziali anche per l’insegnamento della religione
cattolica.
Metodo
Il corso avrà un’impostazione eminentemente laboratoriale. Di ciascun autore si
offrirà un quadro sintetico della vita e delle opere, per poi passare ad analizzare una
serie di testi senza disdegnare eventuali riferimenti ad altri autori e opere del contesto
classico ed europeo.
Quanto mai apprezzabile, se non necessaria, sarà la personale raccolta di appunti
durante le lezioni che, a scelta degli studenti, potranno anche essere registrate via
audio.
Bibliografia
Per lo studio si raccomanda l’uso di uno dei due seguenti manuali di letteratura:
BALDI G. – GIUSSO S. – RAZETTI M. – ZACCARIA G., Il piacere dei testi, voll. 4-6,
Paravia, Torino 2014;
LUPERINI R. – CATALDI P. – MARCHIANI L. – MARCHESE F., La letteratura come
dialogo, voll. 2-3, G.B. Palumbo Editore, Palermo 2009.
Utile può essere anche la lettura di:
BANCHERI S. – GUARDIANI F., (edd.), Letteratura italiana e religione. Atti del
Convegno internazionale, Toronto (11-13 ottobre 2012), Francesco Cesati Editore,
Firenze 2015;
GIRARDI E., Letteratura italiana e religione negli ultimi due secoli, Jaca Book, Milano
2008;
LANGELLA G. (ed.), La ricerca del fondamento. Letteratura e religione nella società
secolarizzata, Atti del Convegno Nazionale Università Cattolica di Brescia (8-9
novembre 2010), Giuliano Ladolfi Editore, Borgomanero (NO) 2012.
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3 |
Sociologia dell’educazione Prof. Paolo CONTINI
Descrizione
L’insegnamento si propone di fornire gli strumenti teorici e metodologici per
interpretare il rapporto educazione/società, alla luce della trasformazione dei contesti e
delle identità contemporanee e di fornire indicazioni progettuali per impiegare tali
conoscenze nella gestione dei processi educativi contemporanei.
Obiettivo
L’insegnamento è mirato all’acquisizione di:
– conoscenze di tipo socio-culturale che permettono di interpretare e comprendere
l’evoluzione delle agenzie educative formali e informali, anche in una prospettiva
integrata e interdisciplinare, alla luce dei cambiamenti sociali;
– competenze di tipo analitico, legate alla capacità di applicare le conoscenze
acquisite. Si fa riferimento, in particolare, alla capacità di leggere e interpretare i
fenomeni socio-educativi attraverso la conduzione di attività di ricerca empirica e
attraverso la lettura di testi accademici e scientifici e mediante l’analisi di materiali
didattici di diversa natura (per esempio multimediali e digitali);
– capacità di sintesi e di creazione di collegamenti tematici e trasversali dei contenuti
disciplinari;
– autonomia di giudizio, utile a leggere criticamente le questioni più discusse e
controverse della disciplina, anche in relazione allo sviluppo del dibattito pubblico,
anche al fine di elaborare e sostenere una propria personale posizione supportata da
argomentazioni;
– abilità di tipo comunicativo, socio-relazionale e progettuale che consentano di
lavorare sia individualmente, sia in gruppo e di comunicare in modo adeguato e
convincente le nozioni e le idee, acquisite ed elaborate in modo originale;
– capacità di progettare azioni educative innovative e orientate a target specifici e
differenziati;
– capacità di apprendere ad apprendere: acquisire la capacità di implementare
continuamente il proprio patrimonio di conoscenze rendendolo spendibile nell’ambito
lavorativo e professionale in genere.
Metodo
Le lezioni saranno tenute dal docente e prevedranno una parte frontale e una parte
seminariale.
Gli esami si terranno in forma orale.
Bibliografia
BESOZZI E., Società, cultura, educazione. Teorie, contesti, processi, Carocci, Roma
2017;
CESAREO V. – VACCARINI I., L’era del narcisismo, Franco Angeli, Milano 2014;
COLOMBO M., Adolescenti italiani e cultura della legalità, Franco Angeli, Milano
2016;
MONGELLI A., La cultura: da Gutenberg a Zuckerberg, verso un nuovo umanesimo,
Erikson, Trento 2016.
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6 |
Didattica generale Prof.ssa Maria Antonietta GRISETA
Descrizione
Il corso si propone di riflettere sui più importanti principi della didattica al fine di
sostenere la costruzione del ruolo professionale del docente e migliorare l’efficacia e
l’efficienza dell’insegnamento. In particolare, il corso intende rendere gli studenti
consapevoli di tutte le variabili che incidono nel processo didattico per coglierne la
complessità e acquisire capacità di analisi delle situazioni e capacità di assumere
decisioni didattiche in rapporto ai diversi contesti.
Obiettivo
– Conoscere la dinamica dell’apprendimento e dell’istruzione per favorire la
gestione dei processi di mediazione didattica;
– conoscere le dinamiche del gruppo classe per poterle gestire con maggiore
consapevolezza;
– riflettere sugli aspetti emotivi e motivazionali dell’apprendimento e sulla competenza
comunicativa del docente;
– riflettere sulla didattica per competenze al fine di progettare, gestire e valutare le unità
di apprendimento;
– conoscere i principi della didattica inclusiva al fine di elaborare strategie per
valorizzare la diversità;
– elaborare personalmente i concetti appresi maturando anche la disponibilità ad una
continua riflessione e ricerca.
Metodo
Il corso prevede lezioni frontali e partecipate ed esercitazioni.
L’esame sarà effettuato tramite una prova orale.
Bibliografia
CASTOLDI M., Didattica generale. Nuova edizione riveduta e ampliata, Mondadori
Università, Milano, 2015.
Dispense fornite dal docente.
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6 |
Didattica dell’IRC Prof. Carlo LAVERMICOCCA
Descrizione
Al centro del corso si posizionano i passi della programmazione delle Unità di
apprendimento con attenzione ai vincoli istituzionali e valorizzando il metodo della
didattica per concetti, la teoria della mediazione didattica e tecniche d’aula specifiche
dell’IRC. Una riflessione particolare verterà sul significato delle competenze e sul
modo di esprimerle, raggiungerle e valutarle.
I contenuti del corso saranno i seguenti:
Il contesto educativo e scolastico odierno
– questioni introduttive: brevi cenni sulla storia della scuola italiana;
– i principi della riforma nel sistema dell’istruzione;
– la Legge n. 53 del 2003: la riforma Moratti;
– la sperimentazione CEI: ragioni, finalità obiettivi;
– la lex107 sue implicazioni per IDR.
Orientamenti didattico-pedagogici
– elementi di storia delle teorie pedagogiche;
– teorie pedagogiche e implicanze pedagogiche-didattiche;
– natura e finalità dell’IRC nella scuola odierna.
I modelli didattici
– la didattica, teorie, modelli;
– gli strumenti della didattica;
– la gestione della classe;
– l’integrazione scolastica;
– la valutazione degli studenti;
– modelli didattici proposti per l’IRC.
IRC e progettazione scolastica
– curricolo, programma, programmazione;
– modelli della programmazione scolastica;
– il curricolo;
– POF e programmi CEI.
L’insegnante di Religione Cattolica
– la legge 18/7/2003: norme sullo statuto giuridico degli IRC;
– la funzione docente degli IRC: diritti e doveri;
– le competenze specifiche degli IRC;
– la formazione degli IRC e i laboratori didattici;
– IRC e pastorale della scuola.
Obiettivo
Il corso aiuta a tratteggiare il profilo dell’insegnante di religione e intende suscitare
nello studente la consapevolezza dell’importanza di una progettazione seria per un
percorso di insegnamento che sia significativo. Si propone, pertanto, di rendere lo
studente capace di: leggere la situazione della classe e i relativi bisogni, ricavare dai
documenti nazionali gli elementi necessari, ideare e formulare correttamente un
percorso didattico usando correttamente mediatori, tecniche e modelli didattici.
Metodo
Il corso prevede lezioni frontali da parte del docente. La verifica dell’apprendimento
avverrà in itinere e con esame orale finale.
Bibliografia
CICATELLI S., Guida all’insegnamento della religione cattolica. Secondo le nuove
Indicazioni, La Scuola, Brescia 2022;
ZUCCARI G., L’insegnamento della religione cattolica. Aspetti psicopedagogici e
strategie metodologico-didattiche, Elledici, Torino 2004.
Approfondimento:
MANGANOTTI R. – INCAMPO N., Insegnante di religione, La Scuola, Brescia 2013;
REZZAGHI R., Manuale di didattica della religione, La Scuola, Brescia 2012.
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Legislazione scolastica Prof. Paolo FARINA
Descrizione
Il corso prospetta il quadro dell’ordinamento scolastico, della legislazione
scolastica e del profilo professionale dell’insegnante in una fase di transizione come
quella attuale. Inoltre, verrà proposto l’apprendimento dei termini e dei concetti della
legislazione scolastica per acquisire abilità e competenze e sapersi muovere con
sufficiente padronanza per ricavarne indicazioni teoriche, istituzionali e pedagogiche.
Obiettivo
Nella consapevolezza che la scuola italiana sta attraversando un lungo e
controverso cammino di riforma in cui si richiedono agli insegnanti nuovi ruoli e
nuove competenze, il corso intende offrire un supporto alla professionalità di coloro
che saranno chiamati ad essere docenti dell’IRC, in relazione alle compente richieste
dalla scuola di oggi.
Lasciando emergere con evidenza la complessità di tali competenze, gli alunni
dovranno essere in grado di possederle in maniera adeguata per potersi muovere con
cognizione di causa nel vasto ed articolato panorama dell’ordinamento scolastico e
della sua legislazione specifica. Tali competenze si rendono necessarie in materia
giuridica della legislazione scolastica per consentire di applicare ed interpretare la
normativa nella scuola con garanzia di legittimità.
L’intento del corso, lungi dalla pretesa di essere esaustivo rispetto alla molteplicità
di disposizioni (anche di carattere secondario), è quello di proporre uno sguardo di
insieme su tematiche che possono meritare studi più analitici in relazione a specifici
interessi personali o professionali.
Metodo
Il corso sarà articolato attraverso lezioni frontali e analisi dei testi supportati da
materiale cartaceo.
Bibliografia
Testo da utilizzare per il corso:
SANGIULIANO R., Compendio di legislazione scolastica, Edizioni Giuridiche Simone,
Napoli 201114
.
Per approfondire:
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, D. Leg. 16.4.1994, n. 297 – Testo unico
delle disposizioni legislative vigenti;
CICATELLI S., Conoscere la scuola. Ordinamento, didattica, legislazione. Guida al
concorso per insegnanti di religione, La Scuola, Brescia 2004;
CICATELLI S. – MALIZIA S. (edd.), La scuola della persona, Armando, Roma 2010;
CICATELLI S., La scuola delle competenze, Elledici, Torino 2011;
FRANCAVILLA R. (ed.), Compendio di legislazione scolastica, Carra, Casarano 2009;
CASTOLDI M. – DAMIANO E. – TODESCHINI P. – GARDANI P. – MARIANI A.M., Il
mentore. Manuale di tirocinio per insegnanti in formazione, Franco Angeli, Milano
2007.
Inoltre, poiché la normativa è un settore in continua evoluzione conviene essere
sempre aggiornati attraverso i seguenti siti:
– www.istruzione.it;
– www.indire.it;
– www.edscuola.it.
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